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Lo Shiatsu:pressione,
perpendicolare, costante

La pressione perpendicolare diventa forza
vitale solo quando l'ego si annulla


S. Masunaga |
Possiamo
pensare allo shiatsu, come ad una tecnica di contatto profondo,
sul corpo, con lo scopo di indurre un processo di auto regolazione
delle funzioni fondamentali dell' organismo, favorendo così
un processo di coscienza/conoscenza del proprio corpo, della propria
salute e qualità della vita.
Diversi sono gli approcci per praticare quest'arteo i maestri
a cui si può far riferimento, ma, al di là dello
stile personale, tre sono le caratteristiche fondamentali dello
shiatsu: La pressione (qualitativa) - Considerare il corpo come
un insieme indivisibile - Collegarsi empaticamente con il corpo
del ricevente, recuperando la capacità arcaica innata in
tutti gli esseri umani, di recare sollievo con lo strumento più
naturale che abbiamo: le mani. |

Breve storia dello shiatsu
Quest'arte curativa, di matrice cinese, fu tenuta in
grande considerazione nel Giappone antico e ne è testimonianza
il fatto che il principe Shotoku nel 608 d.C. mandò delegazioni
di studenti in Cina a specializzarsi, incrementando ulteriormente l'attenzione
verso queste tradizioni. Fu perciò all'interno di questa metodologia
di cura della salute, chiamata in Giappone "kanpo" o "kampo"
ovvero "il modo cinese" che furono introdotte direttamente
alcune delle arti di manipolazione cinesi:
¨ il Tao-Yin (Do-In in Giappone) una pratica personale di autopressione
su punti vitali, abbinata ad esercizi di riabilitazione e respirazione;
¨ l'An-Mo (Anma), che indicava praticamente l'intero patrimonio
del trattamento manuale cinese,
¨ l'An-Kyo che oltre alle tecniche dell'An-Mo interveniva sul ricevente
con esercizi riabilitativi e respiratori.
Fu così che il "modo cinese" divenne il "modo
giapponese", infatti queste tre forme di trattamento, insieme all'Ampuku
(figura 1.1), una forma di cura manuale specifica per l'addome e originaria
proprio del Giappone, costituirono la base della cura manuale giapponese.
Fig 1.1: Trattamento Ampuku

Nel 1911 venne emanata una legge che riconosceva ufficialmente
la figura professionale di chi operava utilizzando l'agopuntura, l'anma
e la moxa. La stessa legge lasciava però la possibilità
di praticare anche altre forme di trattamento non riconosciute, senza
bisogno di avere un'autorizzazione da parte della prefettura locale
e questo avrà una particolare rilevanza nella nascita e nello
sviluppo iniziale del metodo Shiatsu.
Fu probabilmente a partire dal 1911 che si fece strada l'idea di isolare
l'atto pressorio, fino ad allora presente solo come componente sporadica
nel trattamenti Anma, attribuendogli una funzione curativa autonoma.
A questa forma di intervento basato sulla pressione esercitata con le
mani sul corpo venne dato il nome di Shiatsu, che letteralmente significa:Shi
= dito
Atsu = pressioneFu forse l'impiego di questo termine nuovo (che tra
l'altro rappresenta a pieno il significato del trattamento) a far nascere
operatori che avevano così messo a punto l'idea di creare una
discipline che si differenziasse dall' Anma che stava ormai subendo
una fase di involuzione. Questa possibilità veniva offerta dalla
legge stessa che, come si è visto, permetteva anche l'esercizio
di forme di cure alternative o comunque diverse da quelle istituzionalizzate
(anma, agopuntura e moxa).
Risale al 1919 la pubblicazione del primo libro sullo Shiatsu, intitolato
"Shiatsu-ho" ad opera di Temai Tempaku, esperto di Ampuku,
Anma e Do-In, la cui influenza fu determinante per la formazione di
due personalità importanti come Tokujiro Namikoshi e Shizuto
Masunaga che faranno conoscere lo Shiatsu in tutto il mondo.
Dal punto di vista legislativo lo Shiatsu venne riconosciuto ufficialmente
nel 1955 dal Ministero della Sanità come un trattamento manipolatorio
basato sulla pressione, ma rimase sempre inquadrato nel panorama delle
tecniche di massaggio Anma. Solo qualche anno dopo, nel 1964, una nuova
normativa lo definì come una forma di cura autonoma e distinta
sia dall'Anma che dal massaggio occidentale praticato in Giappone."La
shiatsuterapia è una forma di manipolazione che si esercita con
i pollici, le altre dita e le palme delle mani senza l'ausilio di strumenti,
meccanici o d'altro genere. Consiste nella pressione sulla cute intesa
a correggere le disfunzioni interne, a migliorare e a conservare lo
stato di salute o a trattare malattie specifiche" Il fatto che
lo Shiatsu venga riconosciuto in Giappone è probabilmente da
attribuirsi anche al sorgere di alcune scuole specifiche per il suo
insegnamento, tra cui quella creata nel 1940 da Tokujiro Namikoshi,
che ha avuto il merito di essere stato il primo a dare una organizzazione
didattica.
Successivamente il Maestro Shizuto Masunaga, inizialmente collaboratore
di Namikoshi, ha elaborato una metodologia di Shiatsu che si basasse
sulla visione energetica del ricevente in quanto persona. Il lavoro
portato avanti da Masunaga, che era anche laureato in psicologia, contribuì,
dopo la diffusione del metodo Namikoshi, al naturale inserimento della
tecnica Shiatsu all'interno della metodologia di cura tradizionale giapponese.
Shizuto Masunaga, che era stato insegnante per dieci anni alla Scuola
Giapponese Di Shiatsu (Namikoshi), se ne distaccò quando apparve
chiaro che il suo lavoro non vi trovava posto. Fondò quindi l'associazione
di shiatsu IOKAI.
Il termine IOKAI, tratto da un antico sutra buddista, simboleggiava
per Masunaga il modo in cui era necessario comprendere lo shiatsu:
¨ IO significa "re della medicina" o "Budda",
"Essere compiuto", che rappresenta l'attitudine ideale verso
la medicina. IO riassume quindi la comprensione all'origine, o della
radice della malattia, del suo decorso e della maniera in cui può
scomparire.
¨ KAI può essere tradotto come "associazione" o
"Circolo"
L'ideogramma può essere tradotto come "conoscenza del processo
di guarigione, e del modo di evitare il ripetersi della malattia".
Lo shiatsu IOKAI non si limita ad una tecnica o ad un approccio sintomatico.
Si tratta piuttosto di una via, di una ricerca basata sulla comprensione
delle radici della vita, e sulla possibilità di studiare gli
aspetti più profondi e nascosti del mondo cui apparteniamo.
Alla base dello shiatsu IOKAI c'è lo spostamento, che Masunaga
attua, del fondamento teorico/filosofico dalla visione occidentale alla
visione orientale. Questo attraverso non solo la ricerca sui testi,
ma anche attraverso un lavoro clinico e soprattutto un fondamento percettivo.
Quando Masunaga istituisce la sua scuola introduce alcuni importanti
concetti che, superando l'impostazione originaria di Tamai Tempaku,
sono indirizzati al miglioramento dell'utilizzo della tecnica per una
più efficace azione curativa:
¨ La conferma e l'approfondimento del pensiero della Medicina Tradizionale
Cinese;
¨ Un'interpretazione dello shiatsu come un Keiraku-Shiatsu, vale
a dire uno shiatsu dei meridiani, che lavora sulla struttura energetica
dell'essere umano e sul movimento del ki all'interno.Il sistema dei
meridiani elaborato da Masunaga, di cui si è conservata traccia
nella sua mappa, fu considerato "eretico" rispetto alla realtà
del tempo; infatti le uniche mappe utilizzate erano quelle dell'agopuntura.
Masunaga propone una mappa in cui ciascun meridiano ha un percorso in
tutto il corpo;
¨ Un'accentuazione sulle funzioni dei meridiani, sia nell'aspetto
psicologico, sia nell'aspetto fisico.
¨ Introduce un nuovo principio accanto a quelli classici che erano
quelli della perpendicolarità, della pressione mantenuta e costante,
della concentrazione: Masunaga introduce il principio del "sasaeatsu"
cioè lo "shiatsu sostenente", dove tecnicamente la
soluzione sostenente è il lavoro a due mani separate
¨ La straordinaria importanza della percezione nella formazione
e nel lavoro
¨ Conferma come fondamento di questo shiatsu la "setsu-shin"
ovvero la diagnosi attraverso la palpazione e, parallelamente, ciò
che sostiene la "setsu-shin è proprio la percezione.
¨ L'individuazione sull'addome e sul dorso di aree particolari che
permettono di effettuare una valutazione della condizione energetica
degli organi e relativo trattamento specifico
¨ Infine introduce come basilari e necessari i principi del Kyo
e del Jitsu, considerati complementari e interdipendenti. Il kyo è
considerato l'origine dello squilibrio
¨ Mette come punto fondamentale la trasformazione personale dell'operatore,
l'atteggiamento mentale, il suo modo di proporsi e l'ambiente in cui
isvolge la seduta di trattamento shiatsu.

Si può parlare di un ritorno dell'arte della manipolazione
giapponese alla tradizione di cura che considerava la salute dell'uomo
non soltanto come un problema fisiologico autonomo ma come squilibrio
più generale nell'ambito dell'evoluzione personale, comprendente
anche gli aspetti funzionali, energetici, psichici e di qualità
di pensiero.
L'apporto di Masunaga in termini di evoluzione è stato determinante
per il successivo sviluppo dello Shiatsu oltre i confini del Giappone.
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