COS'È IL KI?

28.02.2018

Si sente spesso parlare di Ki ed energia eppure è un concetto ancora poco chiaro. Frasi come l'energia scorre dentro di te o usa il tuo Ki, o attento alle energie negative, o ancora, riequilibra le tue energie, etc., sono all'orecchio di tutti noi. Ma di cosa stiamo parlando? Da dove arrivano queste concezioni e cosa significano? Frasi alla portata di tutti diffuse da ondate di cinematografia americaneggiante vestita a festa da new age, producono ventagli di fraintendimenti e suggestioni manipolabili sia da chi scredita i contenuti autentici di queste concezioni perché troppo poco misurabili scientificamente, sia da chi manipola le persone ammantandosi da guru sensitivi. 

Un po' di chiarezza!                        Partiamo dal contesto

Il contesto che ha visto nascere il termine Ki è la cultura antica cinese, giapponese e coreana. Si caratterizza, tra le altre particolarità, per il suo rapporto con l'ambiente. L'uomo è parte della natura: essa lo guida, lo nutre, gli insegna chi è e qual è il suo ruolo.

Un viaggiatore,
questo sia il mio nome...
Questa pioggia d'autunno.

Matsuo Basho (1644 - 1694)


Se la si ascolta con umiltà si possono imparare i principi fondamentali delle manifestazioni vitali.

          L'ideogramma                                         "Le parole sono importanti!"

Chiariamo il termine. Questa grafia del Ki risale al III - II sec. a.C. L'ideogramma consta di due parti unite a indicare un processo di trasformazione in cui il chicco di riso rappresentato nella parte inferiore si schiude per effetto del calore. Da esso emana il vapore che possiamo osservare nella parte superiore dell'ideogramma. Significa, quindi, ciò che si sprigiona da un chicco di riso quando è sottoposto al fuoco di cottura o della digestione. Il riso è il nutrimento cardine dell'alimentazione cinese e giapponese, è elemento vitale per eccellenza. Facciamo ora un salto concettuale per avvicinarsi a una cultura così differente. 

Ki non significa solamente il sostentamento materiale che permette il sopravvivere quotidiano, per quanto questo sia un aspetto indispensabile per comprendere il concetto nella sua complessità. E nemmeno è identificabile con il contemporaneo concetto di calorie alimentari contenute nell'alimento. È qualcosa di diverso, globale, che include anche le interpretazioni finora dette ma aggiunge qualcosa di più decisivo, qualcosa che pur non essendo espresso direttamente dalla raffigurazione, ne è presupposto e conseguenza.  

La cultura dell'estremo oriente non isola gli oggetti dislocandoli in un'astrazione in cui un ente esiste in sé, in differita rispetto a ciò che lo circonda. Ogni cosa è parte di un tutto, ha una storia che lo considera intrecciato con ciò che lo precede e con l'effetto che compie. Le cose sono eventi le cui radici e i cui rami oltrepassano le loro singolarità. Nell'ideogramma del Ki c'è il fuoco della trasformazione; c'è il chicco di riso che racchiude le sostanze nutritive materiali; c'è l'energia prodotta. È il processo che permette alla vita di concretizzarsi quotidianamente: è ciò che alimenta la vita; l'energia che, scorrendo, sostiene intimamente ogni manifestazione vitale. 

Nello Shiatsu, nella Macrobiotica, nella Medicina Tradizionale Cinese non si parla di energie negative o positive, fraintendibili e manipolabili in molteplici modi. Si parla di carenze di energia, eccessi e stasi. Sono squilibri interni a un'organismo che si possono riequilibrare con molte tecniche a seconda delle necessità e delle esigenze. 

Parallelismi

Nella nostra cultura occidentale il termine Ki può essere paragonato al significato della parola greca πνεῦμα, pneuma, inteso come soffio vitale che anima il mondo, pur mantenendo alcuni connotati che lo differenziano, come un'accezione più materica che concettuale, ravvisabile a partire dall'analisi dell'ideogramma stesso.